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Dendrobium
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mwbamwbqDendrobium mwbgmwbwSw., mwca1799 è un mwcqgenere di piante appartenente alla mwcgfamiglia delle mwcwOrchidacee (mwdasottofamiglia mwdqEpidendroideae, mwdgtribù mwdwMalaxideae).cite-ref-chase2015-1-0[1] Sono anche dette mwfaorchidee bambù.

Il nome deriva dal mwfggreco 'dendron' che significa albero e 'bios' cioè vita, dato dal fatto che questo genere di piante tropicali, vive in natura abbarbicato ai rami degli alberi, traendo nutrimento dall'atmosfera umida tipica delle foreste equatoriali.

Contents

Note

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Descrizione

mwiaOrchidee mwiqepifite, i mwigDendrobium presentano mwiwfusti rigonfi e nodosi detti mwjapseudobulbi, nei quali conservano una scorta di nutrimento e di acqua, che consente loro di sopravvivere durante la stagione secca. Essi sono molto simili a canne di mwjqbamboo e la loro lunghezza varia da pochi centimetri ad oltre un metro, e da essa dipende anche il portamento; eretto nelle specie a stelo corto oppure ricadente in quelle con gli steli più lunghi.
Le mwjwfoglie sono disposte a coppie lungo i nodi dello stelo e sono nella gran parte delle specie decidue, seccandosi e lasciando gli steli spogli durante la stagione del riposo. All'inizio della primavera, che coincide con la stagione delle piogge, la pianta riprende a vegetare, e dai nodi degli mwkapseudobulbi dell'anno precedente, spuntano i mwkqboccioli. Anche qui sono molto variabili nei colori e nelle forme. Giallo, bianco e rosa sono i predominanti e si presentano singoli o raggruppati a grappolo. In alcune specie essi sono delicatamente profumati.

Distribuzione e habitat

Il genere ha un vasto mwlaareale che va dalle montagne dell'mwlqHimalaya in mwlgIndia, alla mwlwMalaysia, alla mwmaCina, fino al mwmqGiappone e in ristretto numero anche ai territori settentrionali dell'mwmgAustralia.cite-ref-powo-2-0[2]

Tassonomia

Il genere mwogDendrobium comprende oltre 1500 mwowspecie ed è al secondo posto per numero di specie nella famiglia delle mwpaorchidee.cite-ref-powo-2-1[2]

Alcune specie

Coltivazione

Essendo un gruppo molto numeroso non si possono assimilare tutte le specie allo stesso modo di coltivazione. Per semplicità i mwnwDendrobium sono stati divisi in due gruppi distinti in base alle specifiche esigenze. Le specie e gli ibridi che si trovano comunemente in commercio, sono spesso riconducibili al mwoamwoqDendrobium nobile. Sono i più rustici e necessitano di un periodo di riposo invernale a temperature di 10 gradi e totale assenza di innaffiature. Sono decidui e gli mwogpseudobulbi si presenteranno come bastoncini raggrinziti e rinsecchiti. Solo con l'arrivo della primavera, la pianta inizierà a vegetare e si dovrà iniziare ad annaffiare e concimare regolarmente. I nodi si gonfieranno e spunteranno i primi boccioli. La pianta inizierà a produrre nuovi getti che daranno vita durante l'estate ai nuovi steli. Si potranno tenere all'esterno, alla luce e in luoghi ben ventilati. Evitare i raggi del sole diretti, fino a quando i primi freddi segneranno l'inizio del riposo e la sospensione delle annaffiature. In questo modo la fioritura dell'anno seguente ne sarà stimolata.

Il secondo gruppo si differenzia sostanzialmente per la temperatura di coltivazione che non dovrà mai essere inferiore ai 15-18 gradi. Questo gruppo è riconducibile a mwqqDendrobium phalaenopsis. Da coltivarsi tutto l'anno in serra, in luoghi luminosi e ben aerati. Anche questi si possono coltivare in casa, scegliendo luoghi lontani da correnti d'aria, e fornendo umidità costante, per esempio posizionando i vasi sopra uno strato di argilla espansa tenuta umida. Questa è comunque buona norma per ogni specie di orchidea. La concimazione va fatta con una soluzione molto diluita e il rinvaso va fatto soltanto quando non si può evitarlo. Queste piante infatti non traggono alcun nutrimento dal substrato in cui crescono; esso serve solo per sorreggerle ed imita in qualche modo la corteccia dei tronchi dove vivono in natura, quindi vasi troppo grandi saranno soltanto d'intralcio e favoriranno il marciume dell'apparato radicale. In ogni caso, l'occasione del rinvaso può servire per dividere le piante, togliendo gli mwqgpseudobulbi troppo vecchi, oppure per ottenere nuovi esemplari dalla pianta madre. Una pianta di mwqwDendrobium avrà la forza di crescere e di svilupparsi se divisa avendo cura di lasciare 3-4 pseudobulbi uniti fra loro. Nuove piante si possono ottenere anche dai mwrakeiki, dei getti con radici che a volte la pianta madre stessa emette dai nodi lungo lo stelo. Quando saranno sufficientemente sviluppati e avranno un proprio apparato radicale si potranno tagliare e sistemare in piccoli vasi con un substrato fine.

Note

cite-note-chase2015-11. mwsw(mwtamwtqEN) Chase M.W., Cameron K.M., Freudenstein J.V., Pridgeon A.M., Salazar G., van den Berg C., Schuiteman A., mwtgmwtwAn updated classification of Orchidaceae, in mwuaBotanical Journal of the Linnean Society, vol.mwuq 177, n.mwug 2, 2015, pp.mwuw 151-174, mwvaDOI:mwvq10.1111/boj.12234.
cite-note-powo-22. mwww(mwxamwxqEN) mwxgmwxwDendrobium, su mwyaPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. mwyqURL consultato il 10 febbraio 2021.

Bibliografia

• citerefchase-et-al-2015(EN) Chase M.W., Cameron K.M., Freudenstein J.V., Pridgeon A.M., Salazar G., van den Berg C. & Schuiteman A., An updated classification of Orchidaceae (PDF), in Botanical Journal of the Linnean Society, 177 (2), 2015, pp. 151-174.

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Collegamenti esterni

• mw0qAgraria.org - Dendrobium, su agraria.org.